Home Salute Corpo umano Diabete di tipo 2: cause, sintomi, diagnosi e consigli per tenerlo sotto...

Diabete di tipo 2: cause, sintomi, diagnosi e consigli per tenerlo sotto controllo

Ultima modifica: 26 luglio 2017

3434
0
CONDIVIDI
Diabete tipo 2: cause, sintomi e rimedi

Si stima che circa il 6% della popolazione mondiale soffra di diabete di tipo 2, caratterizzata da valori alterati del glucosio contenuto nel sangue. Vediamo di cosa si tratta, quali sono le cause e i possibili rimedi per tenere sotto controllo il diabete.

Il diabete di tipo 2 è una patologia che colpisce prevalentemente soggetti adulti e costituisce la maggior parte dei casi di diabete. È caratterizzato da un rilascio inadeguato di insulina e da “insulino-resistenza”, con una conseguente alterazione della glicemia (glucosio nel sangue). Esistono anche il diabete mellito di tipo 1 e il diabete gestazionale, che hanno caratteristiche molto differenti; in questo articolo ci occuperemo unicamente del diabete mellito di tipo 2.

L’insulina è un ormone prodotto dalle cellule beta delle isole di Langherans del pancreas. Possiede varie funzioni, tra cui quella di favorire l’ingresso del glucosio dal sangue nelle cellule e di ridurre il rilascio di glucosio da parte del fegato, con conseguente riduzione della glicemia.

Nei soggetti con diabete di tipo 2 questa funzione è fortemente alterata, sia a causa della diminuita produzione di insulina che a causa della cosiddetta “insulino-resistenza”, per cui l’azione dell’insulina, anche se rilasciata, è ridotta.

Cause del Diabete di tipo 2

Il diabete di tipo 2 si manifesta solitamente dopo i 30-40 anni e la sua incidenza aumenta con l’aumentare dell’età. Si ritiene che le cause del diabete di tipo 2 siano multifattoriali, determinata sia da fattori genetici che da fattori di rischio legati allo stile di vita.

Il diabete talvolta si associa ad altre condizioni morbose andando a costituire la cosiddetta sindrome metabolica, come obesità, dislipidemia (alterazione del profilo lipidico) e ipertensione arteriosa (pressione arteriosa troppo elevata).

In generale, si può affermare che una persona può ereditare una predisposizione allo sviluppo di diabete, il quale si andrà a manifestare con maggiore probabilità nel momento in cui ad essa si associno fattori di rischio quali la carenza di esercizio fisico, un’alimentazione non equilibrata e/o la presenza di sovrappeso o di obesità.

Probabilmente anche una terapia prolungata con farmaci particolari (come ad esempio i corticosteroidi), la gravidanza o un periodo di forte stress psicofisico possono agire da concause per l’insorgenza della malattia. Infine, il diabete può essere causato da patologie a carico del pancreas (l’organo che produce l’insulina), come pancreatiti o patologie tumorali.

Sintomi del Diabete di tipo 2

Alcuni sintomi possono indirizzare verso un sospetto di diabete, per cui andranno condotte indagini specifiche per l’approfondimento diagnostico. In particolare, i sintomi del diabete di tipo 2 possono essere:

  • Aumento della sete (detto polidipsia);
  • Aumento della fame (detto polifagia);
  • Aumento della minzione (produzione di urina, con bisogno di urinare più frequentemente nelle 24 ore);
  • Sensazione di stanchezza generale ed una perdita di peso;
  • Può risultare inoltre aumentata la sensibilità alle infezioni.

Diagnosi del Diabete di tipo 2

La diagnosi di diabete è posta dal medico con la rilevazione di valori alterati di glicemia a digiuno. Essa deve superare il valore di 126 mg/dl. Oltre a questo valore, può essere eseguito un test chiamato OGTT (Oral Glucose Tolerance Test) che prevede l’ingestione di 75 mg di zucchero con successive misurazioni della glicemia; inoltre può essere valutata la cosiddetta “emoglobina glicata”, che fornisce una stima dei valori di glicemia delle ultime settimane.

Esiste una condizione in cui i valori di glicemia a digiuno non rientrano nei valori normali ma non sono ancora sufficientemente elevati da poter porre diagnosi di diabete: in questo caso di parla di IGT (impaired glucose tolerance, “ridotta tolleranza al glucosio”) e interventi sullo stile di vita (in particolare, regolazione delle abitudini alimentari e aumento dell’attività fisica) sono sempre consigliabili.

Diabete di tipo 2: rimedi naturali per tenerlo sotto controllo

In generale, quando possibile, il primo provvedimento da compiere nel momento in cui viene posta una diagnosi di diabete è quello di andare a correggere eventuali abitudini scorrette, in particolare legate a carenza di attività fisica e dieta squilibrata. Non sempre però questi interventi possono essere attuati, oppure le condizioni cliniche richiedono un trattamento farmacologico immediato.

I farmaci a disposizione per la cura del diabete sono vari e vanno selezionati dal medico caso per caso. Un paziente affetto da diabete molto spesso sarà preso in carico da un centro diabetologico specializzato per la gestione dei controlli periodici necessari.

Quando possibile, si interviene sull’impostazione di un corretto livello di attività fisica, abitudine che andrebbe mantenuta nel lungo periodo. In qualsiasi caso, anche in associazione ad un determinato trattamento farmacologico, vanno posti accorgimenti relativi al regime alimentare, nel quale devono essere ridotti o eliminati alcuni cibi.

In associazione a tutti gli interventi elencati, vi sono alcuni rimedi naturali che potrebbero essere utili nella gestione del diabete di tipo 2.

La vitamina B12 potrebbe essere un aiuto in caso di insorgenza di neuropatia, il magnesio potrebbe aiutare nella gestione della retinopatia, la vitamina C, il ribes e la rosa canina potrebbero sostenere le funzioni immunitarie, infine cromo, rame, manganese e zinco, così come alcune piante come ortica, cannella, astragalo, zenzero e nyeli (lacrima di giobbe), potrebbero aiutare ad aumentare la tolleranza al glucosio e sostenere il metabolismo degli zuccheri.

L’integrazione con queste o altre sostanze, così come la loro modalità di assunzione, va stabilita caso per caso e sotto supervisione medica, considerando anche le possibili interazioni con terapie farmacologiche in corso.

Consigli di alimentazione

Come sottolineato nel precedente paragrafo, nel momento in cui si pone una diagnosi di diabete, così come in condizioni di ridotta tolleranza al glucosio, è necessario porre attenzione ad alcune norme nutrizionali, da osservare in modo stretto. In particolare vediamo una panoramica dei principali cibi che sarebbe meglio evitare (o ridurre al minimo) e quelli invece da preferire:

Cibi sconsigliatiCibi da evitare:

  • Alimenti ad alto indice glicemico
  • Dolci
  • Condimenti
  • Zucchero bianco
  • Succhi di frutta e bevande zuccherate
  • Biscotti
  • Prodotti da pasticceria
  • Marmellate e confetture zuccherate
  • Crackers e prodotti da forno
  • Bevande alcoliche
  • Cibi fritti
  • Insaccati
  • Prodotti impanati
  • Prodotti lavorati

Cibi consigliatiCibi consigliati:

  • Fibre ed alimenti a basso indice glicemico
  • Farine e cereali integrali
  • Frutta (ad esclusione di alcuni come banana, fichi, cachi e uva) e verdura
  • Yogurt magro
  • Kefir
  • Erbe aromatiche e spezie
  • Carni magre
  • Formaggi magri
  • Pesce
  • Legumi
  • Acqua
  • Olii vegetali spremuti a freddo

È importante capire quali siano i cibi caratterizzati da un alto indice glicemico ed evitarli. L’indice glicemico è un valore che indica quanto aumenta la glicemia dopo l’ingestione di una determinata quantità dell’alimento analizzato. Se un alimento possiede un elevato indice glicemico (come accade ad esempio per la maggior parte dei dolci), significa che porterà ad un picco della glicemia nel periodo immediatamente successivo alla sua ingestione: questi sbalzi sono da evitare nel soggetto diabetico, in cui la gestione della glicemia normale risulta già alterata.

Per avere una panoramica su quali siano gli alimenti ad alto indice glicemico, potete dare uno sguardo alla nostra tabella dell’indice glicemico degli alimenti.

Le possibili conseguenze del diabete se non trattato

Il diabete è una patologia cronica che nel tempo, soprattutto se non trattato o se non ben compensato (ossia quando i valori di glicemia non risultano mantenuti nel range corretto, nonostante l’impostazione di una terapia), può portare ad alcune complicanze.

Tra esse, si ritrovano le complicanze “microvascolari” e “macrovascolari”, che colpiscono i vasi. Le prime interessano i vasi di piccolo calibro e in particolare quelli di retina, rene e sistema nervoso (“retinopatia diabetica”, “nefropatia diabetica”, “neuropatia diabetica”), mentre le seconde colpiscono i vasi di grosso calibro. Si ha inoltre una maggiore suscettibilità alle infezioni e, in casi estremamente gravi, il diabete può determinare uno stato particolare di coma.

Anche voi soffrite di diabete mellito di tipo 2? Se è stato utile questo articolo o se volete condividere con noi altri rimedi naturali che avete trovato utili, scriveteci nei commenti.

Hai letto: Diabete di tipo 2: cause, sintomi, diagnosi e consigli per tenerlo sotto controllo
© Copyright Viversano.net, tutti i diritti sono riservati. In nessun caso è consentita la riproduzione dei contenuti qui pubblicati. Per maggiori informazioni consultare la pagina Avvertenze e condizioni.
Beatrice Andreoli
Beatrice Andreoli è medico chirurgo, laureata presso l’università di Verona. Ha conseguito il Master internazionale in Nutrizione e dietetica applicata presso l’università politecnica delle Marche (sede di Ancona) e il diploma triennale in Omeopatia presso la scuola di omeopatia di Verona. E’ iscritta alle liste complementari per la disciplina Omeopatia presso l’ordine dei medici di Verona. Lavora in libera professione come nutrizionista e come omeopata a Verona e Mantova. www.beatriceandreoli.it - Cell: 3899274144

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here