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Diabete di tipo 2: definizione, fattori di rischio, diagnosi

Ultima modifica: 2 agosto 2016

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Diabete di tipo 2

Che cos’è il diabete di tipo 2? Quali sono i fattori che maggiormente predispongono all’insorgenza della malattia? Quali le cause?

Il diabete di tipo 2 è una malattia caratterizzata dalla presenza di valori elevati di glucosio nel sangue, a causa di un difetto nell’attività dell’insulina. L’insulina è un ormone prodotto dal pancreas che consente al glucosio di penetrare nelle cellule, essere immagazzinato come materiale di riserva ed essere poi utilizzato quale fonte di energia.

Quando questo meccanismo si altera, il glucosio si accumula nel sangue determinando un aumento eccessivo della glicemia, cioè della quantità di glucosio nel sangue. L’iperglicemia, quando non è curata o non adeguatamente controllata, determina danni a carico di diversi organi, soprattutto sistema cardiovascolare, reni e occhi.

Cause e fattori di rischio del diabete di tipo 2

Il diabete di tipo 2 si manifesta solitamente dopo i 30-40 anni e la sua incidenza aumenta con l’aumentare dell’età. Le cause sono in parte genetiche, in parte determinate da fattori ambientali e stile di vita. Circa il 40% delle persone con diabete di tipo 2 ha parenti di primo grado affetti dalla stessa patologia.

I soggetti predisposti devono porre particolare attenzione nel limitare tutti quei fattori ambientali e comportamentali che favoriscono l’insorgenza della malattia e cioè:

  • Stile di vita sedentario;
  • Ipertensione arteriosa;
  • Sovrappeso e obesità, soprattutto quella centrale, cioè localizzata nella zona dell’addome;
  • Intolleranza al glucosio;
  • Colesterolo alto e/o trigliceridi alti;
  • Essere una donna che ha sviluppato diabete gestazionale e/o partorito un figlio di peso superiore a 4 chili;
  • Alimentazione troppo ricca di carboidrati raffinati.

Sintomi del diabete di tipo 2

Il diabete mellito si manifesta in maniera piuttosto subdola perché, all’esordio, può essere completamente asintomatico. Il paziente si sente bene e non nota niente di strano nelle proprie condizioni di salute.

Ecco perché capita spesso che la malattia venga diagnosticata solo in un secondo momento, quando ha già comportato complicanze a livello degli organi, e che sia quindi scoperta per accertamenti fatti proprio per i sintomi delle complicazioni, per esempio per un calo rilevante della vista o un evento acuto come un infarto.

Diagnosi di diabete di tipo 2

Il diabete si può diagnosticare con un semplice esame del sangue: per parlare di franco diabete è sufficiente che il valore della glicemia a digiuno risulti pari o superiore a 126 mg/dl per due volte consecutive, su test eseguiti in laboratorio. La diagnosi, quindi, non si fa con gli apparecchi ad uso domiciliare che, al massimo, possono fornire l’indicazione ad approfondire.

Talvolta la glicemia a digiuno, pur risultando elevata, non presenta valori tali da poter diagnosticare un franco diabete di tipo 2. In tal caso si esegue un esame particolare detto curva glicemica da carico o curva da carico di glucosio, che consiste nel misurare la glicemia prima e dopo un determinato periodo dall’assunzione di un carico di glucosio; solitamente due ore. In base a come reagisce l’organismo a tale carico di glucosio, cioè in base all’aumento di glicemia che si verifica, il medico può diagnosticare un diabete o un’intolleranza al glucosio, cioè una sorta di pre-diabete, una situazione che non è ancora la malattia, ma indica una forte predisposizione a svilupparla in futuro.

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Margherita Russo
Traduttrice, redattrice e blogger specializzata in contenuti per la medicina. Ha un blog, Apprendista mamma, in cui tratta vari temi legati alla maternità, con particolare attenzione a benessere di mamma e bambino. Scrive per portali e blog che si occupano di salute naturale e stile di vita sano.www.testimedici.com

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