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Malattia psicosomatica: le emozioni che ci fanno ammalare

Ultima modifica: 17 luglio 2016

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Malattie psicosomatiche

Ci può essere un rapporto proporzionale diretto tra la felicità e la salute? Sicuramente si, scopriamo gli stretti legami che vi sono fra mente e corpo

Ti è mai capitato, dopo aver ricevuto una brutta notizia, di essere colpito da un raffreddore improvviso, senza motivazione “apparente”? Quante volte ti è successo di desiderare con tutto te stesso di saltare un dato impegno e di ritrovarti, quello stesso giorno, con un terribile mal di testa?

Nel momento stesso in cui impariamo ad ascoltarci e ad ascoltare il nostro organismo, ci renderemo conto da soli di quanto l’influenza di pensieri ed emozioni sia determinante per il nostro stato di salute.

Secondo la visione olistica, la malattia sul piano fisico è l’ultimo campanello di allarme che ci indica che qualcosa, dentro di noi, non va come dovrebbe.

Anche la scienza oggi è d’accordo! Facciamo l’esempio classico di una patologia molto comune, che tutti conosciamo: l’influenza. Secondo la medicina moderna, essa è causata da un virus, un agente esterno che entra nel nostro organismo. Ma questa non è altro che la causa materiale della malattia.

Riflettiamo un attimo… se questa fosse l’unica causa dell’influenza, quando il virus entra in circolazione, tutti si dovrebbero ammalare, nessuno escluso! Perché questo non avviene? Semplicemente perché il virus attacca le persone che hanno il sistema immunitario indebolito. Ma come mai alcune persone hanno il sistema immunitario deficitario e altre no? La risposta più frequente è: “Perché sono stressate!”.
Ma certo! Ma cos’è lo stress, se non il risultato di una serie di emozioni che nascono dentro di noi? Tanto è vero che allo stesso evento ognuno di noi reagirà in modo completamente diversa: alcuni potranno vederlo come una sfida, altri come un’opportunità, altri ancora come un fattore stressante, ecc… tutto è scritto dentro di noi!

Quanto incidono le emozioni nella nostra vita?

Vivi in un continuo stato di inquietudine e tensione? Soffri di insonnia? Ti senti prigioniero di un’esistenza “faticosa” e priva di entusiasmo? La tua vita è diventata “sopravvivenza”, nell’unico sforzo di evitare difficoltà, dispiaceri, rischi?

Come ci narra la fiaba del brutto anatroccolo, una piccola anatra brutta e diversa dalle altre viene emarginata dal mondo delle anatre. Dopo un lungo vagabondare, un giorno incontra dei meravigliosi cigni e diventa consapevole di essere uno di loro, nato per caso in mezzo a delle anatre.

Allo stesso modo a tutti può capitare, più volte nel corso della propria esistenza, di sentirsi piccole anatre derise ed emarginate, che nascondono i propri timori ed insicurezze dietro una fragile facciata di apparente serenità. Perché non provi anche tu a percepirti come un cigno prezioso nella tua unicità, un essere amabile e ricco di qualità, pronto a sorridere alla vita e al cambiamento?

Il bambino interiore ferito

Il peggiore ostacolo alla nostra felicità non è tanto il fatto che dentro di noi vi siano ferite non ancora guarite, quanto piuttosto che ci siamo completamente identificati con esse. Non facciamo altro che ripetere vecchi schemi perché continuiamo a coltivare un’immagine ferita di noi stessi, nella convinzione che quest’immagine corrisponda a ciò che siamo realmente.

Così attraiamo persone e situazioni che non fanno altro che confermare il modo in cui percepiamo noi stessi. Alla fine ci identifichiamo con il bambino emozionale ferito dentro di noi. Fin dalla primissima infanzia subiamo condizionamenti che ci derivano dalle persone per noi significative: i genitori, gli insegnanti o chi si prende cura di noi.

E’ del tutto naturale che il bambino, bisognoso di amore e protezione, si affidi ai “grandi” e faccia propri i principi e le credenze da questi sostenuti.

Se il messaggio che riceviamo è del tipo:
  • ”Tu non vai bene, o non vai bene abbastanza”;
  • “Tu sei troppo o non sei abbastanza”;
  • “Tu dovresti fare questo, tu non dovresti fare quello”.
il bambino emozionale lo tradurrà in:
  • “Io non vado bene, o non vado bene abbastanza”;
  • “Io sono troppo, io non sono abbastanza”;
  • “Io dovrei fare questo, io non dovrei fare quello”.

Queste voci interiori ci spronano continuamente a fare di più o in modo diverso e ad essere migliori. Non siamo mai abbastanza: non abbastanza belli, intelligenti, sensibili, coraggiosi, validi… Ma cosa siamo noi veramente, nel profondo, indipendentemente da come gli altri ci vogliono o ci vedono?

Quali sono gli effetti delle emozioni negative sulla salute?

Ogni volta che proviamo emozioni negative, si accumula dentro di noi un certo quantum di energia che deve essere liberata nella giusta direzione. Infatti, le energie “irrisolte” finiscono per invadere il nostro organismo sotto forma di psicotossine, creando veri e propri blocchi energetici, capaci di causare profondi stati di disagio fisico, emotivo e mentale, che spesso si manifestano con apatia e stanchezza cronica, fino a vere e proprie patologie.

Come risolvere?

Indubbiamente il primo passo consiste nell’ascoltarsi e nell’imparare a decifrare i messaggi della mente – attraverso le emozioni – e del corpo – attraverso il sintomo.

Se all’improvviso vieni colto da una sensazione sgradevole o da un qualsiasi disturbo, fermati un momento… fai tre respiri lenti e profondi e chiediti subito: “Da dove proviene questa emozione?”, “A cosa mi serve?”

Ricordati che qualsiasi emozione o sintomo, anche il più fastidioso, ha un suo scopo, generalmente quello di proteggerci e di difenderci, ma può essere anche quello di farci comprendere qualcosa di noi e del nostro cammino! Alle volte è sufficiente la semplice consapevolezza del suo significato per allentare la tensione e lasciar andare l’emozione e, di conseguenza, il sintomo. Altre volte è necessario un lavoro più lungo e articolato attraverso un percorso naturopatico di riequilibrio energetico ed emozionale che, da un lato ci porti alla consapevolezza dei nostri blocchi e squilibri e, dall’altro, ci aiuti nel loro rilascio definitivo.

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Antonella Martellini
Naturopata ad indirizzo psicosomatico accreditata presso l’Université Européenne Jean Monnet di Bruxelles, Master Reiki Metodo Usui Tradizionale Giapponese, Insegnante certificata ThetaHealing® iscritta a The ThetaHealing Institute of Knowledge® (THInK). Svolge la sua attività a Milano integrando l’iridologia e le discipline naturopatiche (Floriterapia (Fiori di Bach) – Fitoterapia – Aromaterapia) con tecniche e discipline energetiche ed emozionali (Reiki Tradizionale – ThetaHealing® – FastReset® - Massaggio Energetico-Spirituale – Quanti-Ka – Campane Armoniche). Nel 2011 mette a punto VisualTouch, poi rielaborato e approfondito in VisuaLife, una tecnica che insegna come impiegare la Legge di Attrazione per potenziare i propri Talenti ritrovando Fiducia, Perdono e Gratitudine, ristabilendo armonia tra mente razionale e inconscio e facilitando la creazione della realtà che si desidera. Conduce Seminari Reiki Metodo Usui Tradizionale Giapponese, Corsi di ThetaHealing®, Corsi di Massaggio Energetico-Spirituale, Workshop VisuaLife e Corsi di Meditazione incentrati su Chakra, Respiro e Visualizzazione Creativa. Riceve a Milano. www.darshanatura.it

3 COMMENTI

  1. Salve a tutti, mi chiamo Gabriella è ho 39 anni, volevo raccontare quello che mi è capitato in questi giorni per dare anch’io una testimonianza di ciò che si dice delle malattie PSICOSOMATICHE.
    Giorno 08/09/2016 è venuta a mancare una donna di 83 anni gravemente malata, sapevo già che le sue condizioni cliniche erano gravi e che la sua mancanza era imminente. Nel momento in cui ho saputo della sua morte mi è venuto un bruciore alla bocca dello stomaco che mi ha impedito di mangiare con gusto e sazietà per diversi giorni. Dopo una settimana, quando pensavo che tutto fosse passato, sono stata colpita da altri dispiaceri (questa volta meno gravi) che nel giro di uno o due ore al massimo, mi hanno costretta a rimanere a letto per 5 giorni con febbre a 38/39, senza poter mangiare nulla o lo stretto indispensabile da poter prendere l’antibiotico altrimenti rimettevo tutto. Oggi 20/09/2016 dopo aver cambiato tempestivamente antibiotico dal mio medico, sono in fase di guarigione; questa mattina sono anche andata a fare delle analisi al sangue per saperne di più e lunedì vado a fare una ecografia addominale. Quello che mi chiedo leggendo l’articolo sopra è: come avrei potuto fermare il tutto facendo solo tre respiri profondi? Rispondetemi perfavore, perchè ho capito bene una cosa del mio corpo: SUCCEDERA’ ANCORA, ANCORA E ANCORA. Grazie!

    • Ciao Gabriella,
      grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza a riguardo!
      I 3 respiri profondi, di cui si parla in coda all’articolo, non sono da intendersi come risoluzione unica al problema, bensì sono un invito a fermarsi, a prendere il tempo per capire le proprie emozioni che, come conferma la tua testimonianza, possono influenzare il nostro stato di salute. In questi casi, può essere utile rivolgersi ad un professionista per iniziare un percorso naturopatico di riequilibrio energetico ed emozionale.
      Un caro saluto e tanti auguri per il futuro 🙂

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