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Gravidanza: gli esami da fare mese per mese

Ultima modifica: 23 marzo 2015

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Esami in gravidanza

Quali sono gli esami da fare, mese per mese, in gravidanza? Gli esami consigliati possono variare in base al caso specifico, all’andamento della gravidanza e anche alle scelte della gestante. Proponiamo una breve descrizione degli esami che vengono effettuati più comunemente nei nove mesi di gravidanza.

Visite ginecologiche in gravidanza

Nel corso della gravidanza è consigliabile sottoporsi ad alcune visite ginecologiche.
La prima visita andrebbe effettuata entro la 10° settimana; in quell’occasione il ginecologo visiterà la donna, ne studierà l’anamnesi, calcolerà la data presunta del parto e fornirà le prime informazioni sulla gravidanza (aumento ponderale ideale per il caso specifico, corretta alimentazione, stile di vita eccetera).

Il numero delle successive visite ginecologiche varia in base al caso specifico, all’andamento della gravidanza e anche alle preferenze della gestante.
Durante questi incontri, il medico visita la futura mamma, controlla la pressione arteriosa, l’aumento di peso e gli esiti degli esami svolti, fornisce informazioni su eventuali altri esami da fare, sullo stile di vita in gravidanza e, nell’ultimo trimestre, anche sul parto.

Esami da fare in gravidanza: le ecografie

In una gravidanza fisiologica, dove, cioè, va tutto bene, le ecografie consigliate sono tre.

La prima ecografia viene in genere effettuata tra le 6° e la 13° settimana di gestazione e serve per confermare la presenza del battito cardiaco e l’esistenza in utero della gravidanza, oltre che per stabilire la datazione. È, inoltre, possibile rilevare alcune evidenti anomalie nelle strutture fetali. In caso di gravidanza gemellare, con questa ecografia si stabilisce se si tratta di una gemellarità bicoriale o monocoriale.

La seconda ecografia è detta morfologica e si effettua tra la 19° e la 22° settimana. È un esame molto importante in quanto consente di analizzare in maniera accurata l’anatomia del feto e di rilevare eventuali malformazioni a livello degli organi. Per chi lo voglia sapere in anticipo, la morfologica consente, inoltre, di scoprire il sesso del bambino.

La terza ecografia si fa intorno alle 32° settimana di gestazione e serve per valutare l’accrescimento del feto in base alla datazione della gravidanza e ai percentili di crescita.

Esami da fare in gravidanza: esami del sangue

Durante la prima visita ginecologica, il medico prescriverà alcuni esami del sangue: emocromo, glicemia, transaminasi, anticorpi anti eritrociti (test di Coombs indiretto), HIV, rosolia, toxoplasmosi ed eventualmente altri esami infettivologici.

Il test per la rosolia e quello per la toxoplasmosi, se la gestante risulta non immune (cioè non ha contratto la malattia in passato e non presenta gli anticorpi per queste patologie), saranno ripetuti circa una volta al mese per tutta la gravidanza. Se i partner non conoscono il proprio gruppo sanguigno, il medico prescriverà anche quest’esame. Le donne con Rh negativo a rischio di immunizzazione dovranno ripetere il test di Coombs circa una volta al mese fino al parto.

In sintesi, per tutta la gravidanza, circa una volta al mese, alla gestante sarà consigliato di sottoporsi a un prelievo del sangue per valutare emocromo, glicemia ed altri valori, in base al caso specifico.

Esami da fare in gravidanza: esami delle urine

Circa una volta al mese, in gravidanza è consigliato effettuare l’esame delle urine chimico, fisico e microscopico più, eventualmente, l’urinocoltura nel caso in cui l’esame delle urine mostri valori indicativi di un’infezione.

Esami da fare in gravidanza: il test da carico di glucosio

Il test da carico di glucosio è un esame che può essere effettuato a 16-18 settimane di gravidanza, e poi ripetuto a 28 settimane, se la prima determinazione è risultata normale, in alcune donne con particolari fattori di rischio (per esempio, donne che hanno sviluppato diabete gestazionale in una precedente gravidanza). Lo stesso esame può essere effettuato una sola volta a 24-28 settimane di gestazione nelle donne che presentano altri fattori di rischio (per esempio, donne di età superiore a 35 anni, in sovrappeso, o con familiarità per diabete).

Principali test di screening e diagnosi prenatale

Il Bi-test si può effettuare tra la 11° e la 14° settimana di gestazione e prevede un’ecografia della translucenza nucale e un prelievo ematico per dosare due sostanze specifiche. Non è un esame invasivo, ma non è neanche un esame diagnostico; lo scopo è quello di fornire un’indicazione sul rischio di alcune comuni anomalie genetiche, soprattutto trisomia 18 (sindrome di Edwards) e trisomia 21 (Sindrome di Down).

La villocentesi (tra la 11° e la 13° settimana) e l’amniocentesi (tra la 15° e la 17° settimana) sono esami genetici invasivi che consentono di diagnosticare con certezza la presenza nel feto di alcune anomalie cromosomiche e, in particolare, trisomia 18 e trisomia 21.

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Margherita Russo
Traduttrice, redattrice e blogger specializzata in contenuti per la medicina. Ha un blog, Apprendista mamma, in cui tratta vari temi legati alla maternità, con particolare attenzione a benessere di mamma e bambino. Scrive per portali e blog che si occupano di salute naturale e stile di vita sano. www.testimedici.com

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