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Alimentazione in gravidanza: tra verità e falsi miti

Ultima modifica: 19 agosto 2014

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alimentazione in gravidanza

Scopriamo le verità e i falsi miti sull’alimentazione in gravidanza.

La gravidanza rappresenta, da sempre, un evento speciale per ogni donna: un viaggio lungo circa 40 settimane, una vita che cresce all’interno di un’altra ed il pancione protagonista assoluto di conversazioni tra amiche-zie-parenti varie, le quali non si esimono dal dispensare i più svariati consigli, più o meno desiderati, più o meno veritieri, specie quando ci si ritrova sedute, insieme, intorno ad una tavola imbandita.

Ma quante verità e quanti falsi miti girano intorno all’alimentazione in gravidanza? Proviamo a commentarne qualcuno.
 

In gravidanza occorre mangiare per due

Chi non ha mai sentito pronunciare questa frase? Niente di più falso. Una gestante dovrebbe prendere tra i 10 ed i 12 kg in tutto.

Durante la gravidanza, infatti, all’organismo serve un surplus di 75000 kcal totali le quali, suddivise giornalmente, sono solo 300 in calorie in più, rispetto alla normale alimentazione. Il che si traduce in 100 gr di mozzarella di bufala o 200 di prosciutto cotto, giusto per intenderci.
 

Se non le soddisfi, il bambino nascerà con questa “voglia” sottoforma di macchia cutanea

E’ molto comune, soprattutto nei primi tempi di una gravidanza, avere delle voglie, delle vere e proprie passioni, rapide ed improvvise, per alcuni cibi.

Quante volte si sentono racconti di donne che, nel cuore della notte, svegliano il povero compagno perché in preda ad una irresistibile voglia di “quel” determinato alimento?

E quante altre abbiamo sentito dire: “se non la assecondi, il bambino nascerà con una voglia sottoforma di macchia sulla pelle”?

Ora, sia chiaro che le voglie di cibo non soddisfatte della mamma non si trasferiscono magicamente sulla pelle del bimbo…(e per fortuna!). Le macchie cutanee dei bimbi, infatti, sono in realtà delle formazioni vascolari benigne, altrimenti note come angiomi.

Invece, a scatenare le voglie nella donna pare sia la “tempesta ormonale” a cui è sottoposta e a cui il suo organismo risponde cercando di adattarsi attraverso nausea, vomito, appetito scarso e lo “stato gastronomico sognante”, responsabile della variazione dei desideri e dei gusti alimentari in gravidanza, che portano la gestante a desiderare o detestare alcune pietanze, spesso anche in contrasto con i suoi gusti abituali.

Mangiare pesce in gravidanza è pericoloso

Consumare pesce è importante in una corretta e sana alimentazione, e lo è ancora di più quando si parla di alimentazione in gravidanza. Ma quale pesce occorre scegliere?

In linea di massima, è preferibile limitare il più possibile i pesci di grossa taglia, quali tonno (non in scatola) e pesce spada: avendo un ciclo vitale lungo, tendono ad accumulare maggiori quantità di mercurio, sostanza potenzialmente tossica per il feto.

E’ pertanto meglio consumare sardine, trota, salmone e acciughe: oltre ad essere pesci poveri di mercurio, sono tutti molto ricchi di omega-3, un acido grasso fondamentale per il corretto sviluppo cerebrale e cardiaco del feto… e anche del nostro.

Bere birra in gravidanza aiuta a far venire il latte

Il detto che la birra “fa latte” non ha lacuna evidenza scientifica.

Anzi: il consumo di alcol in gravidanza può essere molto pericoloso per il feto. L’alcol, infatti, può aumentare il rischio di aborti spontanei e di parto pretermine, oltre che provocare una serie di problematiche nel normale sviluppo del bambino, sia fisiche che mentali.

Non si può dire quale si la quantità esatta minima di alcol sufficiente a far male ad un bambino: nel dubbio, è meglio evitarlo il più possibile.

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Caterina Perfetto
Caterina Perfetto si laurea in Scienze Biologiche presso la Federico II di Napoli. Dopo aver lavorato presso un laboratorio di analisi cliniche, si perfeziona in Igiene Alimentare, Nutrizione e Benessere. Esegue valutazione dello stato nutrizionale, determinazione Massa Magra e Massa Grassa, elaborazione di profili nutrizionali personali e specifici, test per le intolleranze alimentari. Riceve a S. Antimo (NA)

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