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Melanzane: proprietà, calorie, benefici e controindicazioni

Ultima modifica: 27 giugno 2017

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Melanzane: proprietà, calorie e valori nutrizionali

La melanzana è molto ricca di composti antiossidanti con effetti benefici sulla salute e in particolare di nasunina, un’antocianina che conferisce il colore viola e aiuta a proteggere da patologie cardiovascolari e tumorali. Scopriamo proprietà e benefici delle melanzane.

La melanzana è una pianta erbacea annuale a ciclo estivo appartenente alla famiglia delle Solanacee, che si è diffusa in Europa solo nel XV secolo e solamente nelle località che disponevano di un clima atto alla sua coltivazione: la melanzana infatti richiede una temperatura di circa 22-25°C durante il giorno per poter crescere in maniera ottimale.

È una pianta tipica principalmente dell’Asia sud-orientale e dell’Africa: in Europa e negli Stati Uniti è abbondantemente coltivata, ma non risulta essere dal punto di vista economico una delle più diffuse. Anche dal punto di vista del terreno, la melanzana appare una pianta che esige un terreno ricco di nutrienti: per esempio, la carenza di magnesio nel terreno non permette la crescita della pianta.

Il frutto, che può avere diverse forme, da quelle più tondeggianti a quelle più allungate, può avere colorazioni differenti a seconda della specie di melanzana e viene comunemente utilizzato in cucina come contorno ai secondi piatti o come condimento di primi piatti gustosi.

Il nome ufficiale di questa pianta è Solanum melongena L. e, come tutte le piante della famiglia a cui appartiene (peproni, pomodori, patate e tabacco) può contenere una sostanza, chiamata solanina, con potenziale effetto tossico. In particolare approfondiremo questo argomento in fondo all’articolo, nel paragrafo “Controindicazioni”.

La presenza di numerosi antiossidanti e di una quantità limitata di carboidrati rendono tuttavia la melanzana un importante ortaggio, che si consiglia di aggiungere alla propria alimentazione.

Melanzane: caratteristiche e valori nutrizionali

La melanzana è un importantissima fonte di vitamine, sali minerali e fibra alimentare. Contiene inoltre una buona dose di fitonutrienti tra cui alcuni flavonoidi e l’acido clorogenico.

La melanzana va consumata previa cottura, ma un recente studio ha dimostrato che il trattamento termico non diminuisce il contenuto di antiossidanti presenti nel frutto.

Le poche calorie delle melanzane fanno di questo ortaggio un alimento ipocalorico, che apporta solo 25 calorie per 100 gr di prodotto e pertanto adatto alle diete per perdere peso. Inoltre, il suo limitato contenuto di carboidrati e la presenza di una buona quantità di fibra la rendono un ottimo alimento anche per chi soffre di diabete mellito di tipo 2.

Valori nutrizionali per 100g di melanzane:
Acqua 92,7 g
kcal 25
Proteine 1,1 g
Grassi 0,1 g
Carboidrati 2,6 g
Fibre 2,6 g
Ferro 0,3 mg
Sodio 26 mg
Potassio 184 mg
Fosforo 33 mg
Vitamina C 11 mg
Vitamina B1 0,05 mg
Vitamina B2 0,05 mg
Vitamina B3 0,6 mg
Vitamina B6 0,08 mg
Indice glicemico 20
Colesterolo 0 g

Melanzane: proprietà nutrizionali

Come abbiamo visto dai valori nutrizionali riportati qui sopra, la melanzana è ricca di diversi micronutrienti. In particolare, possiamo trovare un buon quantitativo di fosforo e potassio (circa il 5% dell’assunzione giornaliera raccomandata) e quantitativi più bassi di ferro, calcio, sodio e zinco (rispettivamente il 2%, l’1,4%, l’1,7% e l’1,8% delle assunzioni raccomandate per ciascuno dei minerali citati.

Per quanto riguarda le vitamine, è un ortaggio ricco di vitamina C e delle vitamine del gruppo B: in particolare di tiamina (B1), riboflavina (B2), niacina (B3), vitamina B6 e folati (vitamina B9, acido folico). Vediamo di seguito le proprietà di questi micronutrienti, concentrandoci su quelli maggiormente rappresentati.

  • Vitamina C: le melanzane sono una buona fonte di vitamina C che, con la sua funzione antiossidante, è fondamentale per il nostro sistema immunitario, inoltre è coinvolta nella sintesi del collagene ed è importante per l’assimilazione del ferro da parte dei globuli rossi;
  • Potassio: minerale implicato in diversi processi fisiologici come la contrazione muscolare, il mantenimento di un corretto equilibrio idro-salino e la regolazione della pressione arteriosa;
  • Fosforo: minerale fondamentale per il metabolismo energetico delle cellule e per la costruzione delle proteine;
  • Tiamina: proteina idrosolubile la cui carenza può provocare alterazioni dei processi metabolici, del sistema nervoso, del sistema cardiovascolare e di quello gastrointestinale;
  • Vitamina B6: altra vitamina idrosolubile la cui carenza è legata a disfunzioni del sistema nervoso. È necessaria per la sintesi della serotonina (o ormone del buon umore) e risulta quindi utile anche in caso di disturbi depressivi;
  • Acido folico: contenuta in buone quantità nelle melanzane, l’acido folico è utile in particolare alle donne nel primo trimestre di gravidanza. La sua carenza rallenta la sintesi del DNA e la divisione cellulare, provoca diverse forme di anemia e può creare problemi alla spina dorsale.

È necessario sottolineare che la cottura delle melanzane diminuisce il contenuto di vitamina C, oltre a quello di vitamina A e di beta-carotene.

Melanzane: benefici per la salute

Le molecole antiossidanti e i fitochimici presenti nelle melanzane conferiscono a questo ortaggio diverse proprietà benefiche. In particolare vengono utilizzate come anti microbici e anti virali, oltre ad avere un effetto anti tumorale e di protezione cardiovascolare. Vediamo ora in dettaglio tutti i benefici delle melanzane.

✓ Trattamento della stipsi

Come vi abbiamo anticipato nei paragrafi precedenti, la melanzana è un ortaggio molto ricco di fibre. Proprio per questo motivo risulta un ottimo alleato in caso di stitichezza: le fibre contenute nella buccia della melanzana non vengono digerite nel nostro intestino, in parte vengono fermentate dalla flora batterica e in parte richiamano acqua nel lume intestinale.

Entrambi i meccanismi appena descritti aumentano la motilità intestinale, migliorando la condizione di stitichezza. Inoltre, la buccia della melanzana e parte della polpa sembrano stimolare la secrezione di bile, che possiede un fisiologico effetto lassativo.

✓ Effetto di protezione cardiovascolare

Sono state testate le proprietà delle melanzane (sia crude, sia grigliate) di diminuire il rischio di patologie cardiovascolari. La somministrazione di melanzane per un periodo di 30 giorni migliorava nei topi la funzione ventricolare e il flusso sanguigno nell’aorta a seguito di un attacco ischemico.

✓ Effetto antiossidante

Tra i benefici delle melanzane troviamo anche quelli antiossidanti. Come vi abbiamo anticipato infatti, la melanzana contiene diversi composti fenolici ad azione anti-ossidante. Tra questi citiamo l’acido clorogenico, l’acido caffeico e la nasunina. Quest’ultima molecola è in grado di combattere i radicali liberi, grazie alla sua capacità di chelare il ferro, un metallo particolarmente reattivo.

✓ Azione anti-angiogenica e anti tumorale

La nasunina ha anche la capacità di inibire la formazione di nuovi vasi sanguigni e pertanto sembra essere utile nel rallentare la formazione e la moltiplicazione di cellule tumorali.

✓ Contro il colesterolo alto

La melanzana negli ultimi anni è stata largamente utilizzata, proprio a causa della quantità di polifenoli in essa contenuti, come cura in caso di livelli ematici di colesterolo totale e colesterolo LD elevati, soprattutto nei paesi dell’America meridionale.

A tal proposito, alcuni studi hanno valutato positivamente la proprietà della melanzana di abbassare i livelli di colesterolo. Tuttavia questi studi sono stati effettuati su un campione di persone relativamente piccolo e l’effetto è apparso modesto, paragonabile a quello che si può ottenere con una dieta equilibrata e l’attività fisica.

✓ Benefici per la pelle

La melanzana, infine, viene ampiamente utilizzata in ambito cosmetico per la preparazione di maschere idratanti per pelli secche e grasse.

Melanzane: alcuni consigli per l’uso

La melanzana è un ortaggio tipicamente estivo, che ben si adatta ad essere grigliato o cotto alla piastra e condito con un po’ di olio extravergine di oliva, per accompagnare piatti di carne o di pesce. Le melanzane così preparate potranno poi anche essere congelate, per essere consumate in periodi differenti dell’anno.

In Italia la melanzana viene spesso fritta (anche se non è certo il metodo migliore per consumarla) e così utilizzata per la preparazione di piatti tradizionali come la pasta alla norma o la parmigiana di melanzane. Può tuttavia anche essere cotta al forno, a vapore oppure bollita per la creazione di zuppe o piatti più leggeri e freschi.

Per scegliere una buona melanzana è consigliabile tastarla e scegliere un ortaggio non troppo duro, che risulterebbe probabilmente acerbo. Inoltre, una volta aperta vi consigliamo di utilizzarla entro poco tempo per evitare che la sua polpa possa annerire velocemente. Alternativamente è possibile irrorare la polpa con del succo di limone.

Melanzane: controindicazioni e potenziali effetti negativi

Anche le melanzane non sono prive di controindicazioni. L’abbiamo dichiarato fin dall’inizio: la melanzana, così come tutte le altre piante appartenenti alla famiglia delle Solanacee, contiene la solanina.

La solanina è un composto tossico, che la melanzana produce proprio per difendersi dai predatori. Nonostante il quantitativo presente nella melanzana sia minore rispetto al quantitativo massimo da noi tollerabile, può comportare un problema. Per questo motivo si sconsiglia di consumarla cruda: il quantitativo di solanina diminuisce all’aumentare della maturazione e con la cottura.

Curiosità
Secondo molti esperti il nome melanzana deriva dal latino “mela insana”, che dimostra come, in tempi antichi, si pensava che il consumo di questo ortaggio potesse portare il consumatore alla follia.

Conoscevate già questi benefici delle melanzane? Voi come le consumate? Condividete con noi le vostre ricette o le vostre esperienze personali lasciando un commento!

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Stefania Cocolo
Biologa nutrizionista e amante dei cibi veri e naturali. Dopo la laurea, alcuni anni di esperienza lavorativa nell’ambito della formazione sanitaria e alcuni corsi di perfezionamento, si dedica dal 2015 esclusivamente all’ambito della nutrizione. Si divide tra attività di ambulatorio privato, corsi di formazione professionali riservati ad addetti mensa, corsi di divulgazione organizzati in collaborazione con diversi enti, aggiornamento professionale continuo e scrittura di brevi articoli informativi. Riceve presso diversi studi in provincia di Varese e principalmente a Gallarate. Tel: 340.5572519 - stefaniacocolo.wixsite.com/nutrizionista

3 COMMENTI

    • Gentile Gianna,
      Non parlerei di assoluto divieto in caso di iperglicemia al consumo di melanzane, nonostante come lei immagino sappia, sono un ortaggio con un contenuto moderatamente elevato di purine.
      La dieta restrittiva basata sull’eliminazione completa di diversi alimenti (alcuni anche preziosi dal punto di vista nutrizionale) in caso di gotta o iperglicemia è da considerarsi oggi ininfluente: come riportato, infatti, nelle più recenti linee guida per la gestione della gotta, datate 2016, (qui il link all’articolo in inglese: http://ard.bmj.com/content/early/2016/07/25/annrheumdis-2016-209707?papetoc) il cambiamento dello stile alimentare ha scarso effetto sulla concentrazione di acido urico ematico.
      Ovviamente ritengo importante che sia richiesto un cambiamento delle proprie abitudini (anche alimentari) e del proprio stile di vita, anche al fine di ridurre eventuali rischi cardiovascolari, spesso associati alla condizione di iperglicemia. A tal proposito ritengo molto più importante agire sul peso ponderale, sull’aumento dell’attività fisica e sulla limitazione al consumo di alcolici e di fruttosio da fonti industriali, oltre che sull’aumento dell’apporto idrico.
      Gli altri alimenti non devono essere proibiti e completamente eliminati della dieta, quanto più alcuni di essi possono essere limitati come le carni e i pesci grassi, come suggerito dalle linee guida per tutta la popolazione italiana e a maggior ragione in questo preciso caso.
      Inoltre, aggiungerei che il consumo di vitamina C (di cui le melanzane per esempio sono ricche) è correlato a un miglioramento della condizione di iperglicemia.
      Spero con quanto detto di averle spiegato il perché non è stata inserita nell’articolo un’indicazione così vincolante come da lei suggerito. Mi faccia sapere cosa ne pensa e se sono necessari ulteriori chiarimenti!
      Dott.ssa Stefania Cocolo

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