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Dimagrire col peperoncino: come e perchè il peperoncino fa dimagrire

Ultima modifica: 31 gennaio 2017

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Peperoncino per dimagrire: come e perché aiuta a dimagrire

Da sempre noto per il suo modo tipico e piccante di insaporire molti piatti della cucina mediterranea e non solo, oggi scopriamo che il peperoncino possa contribuire anche a facilitare il processo di dimagrimento, se inserito in un’alimentazione corretta e se abbinato a una regolare attività fisica. Vediamo insieme come.

Il peperoncino (nome scientifico Capsicum anuum L.) appartiene alla famiglia delle solanacee (tra cui si annoverano anche peperoni, melanzane, pomodori) e ha origini assai lontane, che si perdono nel tempo: alcuni reperti archeologici hanno, infatti, dimostrato che già alcuni millenni a.C. presso le popolazioni messicane esso fosse ben conosciuto e ampiamente utilizzato. In seguito alla scoperta dell’America, è stato poi importato in Europa e quindi nel resto del mondo.

È fonte di molti minerali come calcio, fosforo, magnesio, potassio, ferro, selenio oltre che di importanti vitamine: si annoverano la A, quelle del gruppo B, la C (particolarmente abbondante nel peperoncino fresco) e la E.

La sua ricchezza di carotenoidi e di antiossidanti lo rende ottimo per combattere i radicali liberi e prevenire l’invecchiamento cellulare; esso inoltre ha effetti vasodilatatori e migliora la funzionalità dell’intero apparato cardiocircolatorio, favorendo una riduzione dei livelli di colesterolo e trigliceridi ematici, oltre che pressori; è espettorante (aiuta ad allontanare i muchi dalle vie respiratorie), analgesico e blandamente antibatterico.

Il suo gusto peculiarmente piccante è dato dalla presenza della capsaicina, un alcaloide su cui porre l’accento non solo per le sue caratteristiche gastronomiche, ma soprattutto per i diversi benefici che riesce ad apportare: digestiva, antitumorale, protettrice del fegato e dimagrante. In che modo si manifesta proprio quest’ultima attività? Scopriamone di più sulle proprietà dimagranti del peperoncino.

Come e perché il peperoncino aiuta a dimagrire

L’assunzione del peperoncino in aggiunta ai cibi, oltre a dare la caratteristica percezione di piccante, dona anche una certa sensazione di calore che si sprigiona tanto nella bocca quanto nel resto del corpo. Tale impressione è data ovviamente non da un reale aumento della temperatura corporea, ma dall’attivazione di determinati recettori: alcuni sono presenti sulla lingua, e grazie ad essi riusciamo a percepire le temperature sia dei cibi, sia delle bevande; altri, invece, sono presenti a livello del cosiddetto tessuto adiposo bruno (BAT).

Tale tessuto è quello che stimola gli adipociti a rilasciare l’adipe accumulato sottoforma di dispersione di calore corporeo. Legandosi a tali recettori, quindi, la capsaicina spinge il BAT a disperdere energia come calore (termogenesi), anziché immagazzinarla come grasso.

Ma non solo. La capsaicina aiuta a prevenire la sensazione di fame. Ciò è possibile perché essa riduce l’attività di un ormone oressizzante, la grelina: prodotta dalle cellule endocrine del pancreas, dello stomaco e da alcuni neuroni presenti nell’ipotalamo, la grelina stimola, infatti, il segnale dell’appetito. Una riduzione della sua attività può rappresentare un buon aiuto per ridurre il desiderio di cibo e facilitare il processo di dimagrimento.

La capsaicina, inoltre, stimola e accelera il metabolismo. Alcuni studi hanno dimostrato come essa possa aumentare la spesa energetica utilizzando i lipidi anche a riposo: tale dato è molto importante per i soggetti in sovrappeso che non svolgono attività fisica o che hanno appena cominciato a praticarla. Naturalmente, la combinazione ottimale che preveda corretto regime alimentare, sport e assunzione di peperoncino permette di dare una scossa più importante ai metabolismi più pigri.

Quanto peperoncino mangiare ogni giorno per ottenere gli effetti dimagranti

È d’obbligo ripetere il concetto che, da solo, il peperoncino non possa determinare dimagrimento e perdita di grasso corporeo se poi si continua a mangiare sempre oltre a quelle che sono le proprie reali necessità, assumendo più calorie del dovuto.

Se, però, esso viene aggiunto ed integrato ad un regime alimentare personalizzato e controllato e ad un po’ di movimento quotidiano, può facilitare il raggiungimento dell’obiettivo rendendo un po’ più breve la strada verso la perdita di peso.

Innanzitutto si consiglia di non esagerare e non eccedere oltre gli 8 – 10 g quotidiani: ciò perché l’uso cospicuo di peperoncino può essere dannoso, infiammatorio e “ustionante” per l’apparato gastrico.

Il modo migliore per assumere il peperoncino è, ovviamente, durante i pasti, che saranno resi più facilmente digeribili grazie proprio alle sue caratteristiche digestive. Fresco sminuzzato sarebbe la scelta d’impiego ideale, ma ne sono valide alternative anche la versione in polvere, trita, oppure sott’olio, previa opportuna sgocciolatura.

Può dunque essere aggiunto ad un piatto di pasta (come i classici spaghetti con aglio e olio), ad un secondo di carne per renderne più vivo il sapore, o spolverizzato sulle bruschette per un piatto alternativo.

E per quanti mal sopportano i sapori piccanti, ma non vogliono rinunciare ai benefici che possono trarre da questo piccolo frutto rosso? In commercio sono disponibili diversi integratori alimentari tra cui poter scegliere quello maggiormente adatto alle proprie esigenze.

Non assumere se…

Sebbene l’ingestione di peperoncino non sia di per sé causa di dolori o bruciori di stomaco, specialmente se in quantità accettabili, è opportuno evitarla quando tali problemi siano già presenti: pertanto, quanti soffrono di ulcere, gastriti e acidità di stomaco, oltre che di emorroidi, cistiti ed epatiti dovrebbero astenersi dall’uso frequente di peperoncino. Anche i bambini al di sotto dei 12 anni di età dovrebbero evitarne l’assunzione, mentre le donne in gravidanza possono aggiungerlo alla loro dieta, a patto di farlo saltuariamente e in quantità molto moderate.

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Caterina Perfetto
Caterina Perfetto si laurea in Scienze Biologiche presso la Federico II di Napoli. Dopo aver lavorato presso un laboratorio di analisi cliniche, si perfeziona in Igiene Alimentare, Nutrizione e Benessere. Esegue valutazione dello stato nutrizionale, determinazione Massa Magra e Massa Grassa, elaborazione di profili nutrizionali personali e specifici, test per le intolleranze alimentari. Riceve a S. Antimo (NA)

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