Home Alimentazione Dieta e salute Olio di soia: consumarlo o evitarlo? Il parere della Nutrizionista

Olio di soia: consumarlo o evitarlo? Il parere della Nutrizionista

Ultima modifica: 16 maggio 2016

4842
0
CONDIVIDI
Olio di soia: rischi o benefici?

Gli oli di semi, nella cui categoria rientrano oltre all’olio di soia anche quello di mais, di colza, di girasole, di sesamo e di cartamo, sono dei prodotti altamente trasformati, raffinati e ricchi di acidi grassi Omega-6 ed essendo troppo presenti nella nostra alimentazione predispongono il nostro organismo all’infiammazione, allo sviluppo di malattie cardiache e tumori. Vediamo cosa significa tutto questo.

Le proprietà della Soia

La soia è una pianta erbacea che fa parte famiglia delle leguminose; ha avuto origine in Asia orientale, ma ad oggi è uno degli alimenti più coltivati in tutto mondo con il Brasile che detiene il primato di principale produttore (con 90 milioni di tonnellate di soia prodotte nel 2014), seguito da Stati Uniti e Argentina.

Può essere consumata in diverse preparazioni e in forme differenti (fagioli, germogli, bevande..), l’importate è che venga cotta e trattata in quanto il consumo di soia cruda risulta essere tossico a causa della presenza di sostanze antinutrizionali (i fitati), cioè molecole che interferiscono con l’assorbimento di nutrienti da parte del nostro corpo.

I prodotti a base di soia più noti e consumati sono:
Edamame: preparazione a base di fagioli di soia acerbi;
Tempeh: derivato fermentato della soia gialla e preparato con l’aggiunta del fungo Rhizopus oligosporus;
Tofu: derivato cagliato della soia;
Miso: condimento fermentato fatto con fagioli di soia;
Natto: condimento prodotto con fagioli di soia cotti e fermentati con il bacillus subtilis natto.

La maggior parte della soia coltivata a livello mondiale è utilizzata per la produzione dell’olio di semi di soia, mentre la farina di soia (ciò che rimane dopo che la parte grassa della soia è stata estratta) trova uso principalmente nel settore zootecnico per l’alimentazione del bestiame e di questa solo una parte viene ulteriormente elaborata per la produzione delle proteine isolate di soia.

A causa del basso costo e grazie ad alcune proprietà funzionali che presenta, l’olio di soia e le proteine della soia hanno trovato largo uso in tantissimi settori alimentari, così molte persone consumano quantità significative di soia senza nemmeno saperlo.

Caratteristiche nutrizionali della soia

La soia contiene approssimativamente il 20% di grassi, il 40% di proteine, il 25% di carboidrati e il 10% d’acqua e fibre.

Valori nutrizionali per 100g di soia (fagioli o semi):
Kcal422
Proteine36,9g
Carboidrati23,3g
Di cui zuccheri11,0g
Grassi18,1g
di cui monoinsaturi4,12g
di cui polinsaturi10,67g
Fibre11,9g
Acqua8,5g

Fonte: IEO – Istituto Europeo di Oncologia

La soia contiene una vasta gamma di sostanze nutritive importanti: manganese, selenio, rame, potassio, fosforo, magnesio, ferro, calcio, vitamina B6, acido folico, riboflavina (B2), tiamina (B1) e la vitamina K. È, inoltre, una buona fonte di proteine (37%), ma è opportuno sottolineare che il trattamento della soia ad alte temperature può denaturare alcune delle proteine e ridurre la loro qualità!

L’olio di soia: caratteristiche e composizione

L’olio di soia è un grasso vegetale che, a differenza dell’olio extravergine d’oliva (ricco di grassi monoinsaturi) e dell’olio di cocco extravergine (ricco di grassi saturi) è prevalentemente costituito da grassi polinsaturi (59%) in cui predominano gli acidi grassi essenziali della serie Omega-6 rispetto agli Omega-3.

È proprio a causa di questa caratteristica che è sconsigliato il consumo di olio di soia (così come tutti gli altri oli vegetali ricchi di Omega-6) nella nostra alimentazione in quanto l’eccessivo consumo di Omega-6 nella dieta è associato ad un aumento dello stato infiammatorio che è poi correlato a diverse patologie croniche!

Esiste infatti un rapporto ideale di Omega-6 e Omega-3 pari a 4: 1 che dovrebbe essere mantenuto nella nostra alimentazione in quanto utile a ridurre il rischio di sviluppare svariate patologie come quelle cardiovascolari, tumori, patologie infiammatorie e morte prematura. In realtà il nostro rapporto è troppo alto ed è di 16: 1, completamente sbilanciato nei confronti dei grassi Omega-6 ed una delle cause è il consumo di oli vegetali come l’olio di soia o peggio ancora l’olio di semi vari.

Se volessimo schematizzare il tutto: una dieta ad alto contenuto di Omega-6, ma a basso contenuto di Omega-3 contribuisce allo sviluppo di infiammazione. Una dieta che presenta una quantità equilibrata di entrambi gli acidi grassi essenziali (Omega-6 e Omega-3) riduce l’infiammazione!

Oggi gli studi scientifici sono concordi nel ritenere che l’aumento dell’infiammazione contribuirebbe all’incremento del rischio di sviluppare diverse malattie gravi, come le patologie cardiovascolari, l’artrite, la depressione e persino il cancro.

Oltre ad essere ricchi di Omega-6, gli oli vegetali raffinati contengono spesso enormi quantità di grassi trans, grassi altamente tossici e dannosi per l’organismo (l’esempio classico sono le margarine industriali) tanto che i governi di tutto il mondo hanno iniziato a prendere provvedimenti sviluppando leggi apposite per obbligare le aziende a ridurre il contenuto di grassi trans nei loro prodotti.

È famoso lo studio dell’Università della Florida che ha evidenziato come negli oli di soia e di canola presenti sugli scaffali dei negozi negli Stati Uniti, lo 0,56% del 4,2% degli acidi grassi, è TOSSICO per l’organismo!

A peggiorare la reputazione degli oli vegetali raffinati, tra cui è presente l’olio di semi di soia, arrivano i risultati di moltissimi studi scientifici che scagionerebbero i grassi saturi come i responsabili delle malattie cardiovascolari (la causa più comune di morte nel mondo). Oggi l’attenzione è sempre più rivolta agli oli vegetali raffinati.

Molteplici studi randomizzati controllati hanno esaminato gli effetti che questi oli vegetali possono avere sulle malattie cardiovascolari evidenziando che ne aumenterebbero drasticamente il rischio. Gli stessi studi osservazionali evidenzierebbero una correlazione molto forte.

Non solo, altri studi dimostrerebbero che l’aumento di acidi grassi essenziali della serie Omega-6 nel latte materno sarebbe associato con sviluppo di asma ed eczema nei bambini piccoli, ma anche aumentato rischio di incorrere in depressione in età adulta o di sviluppare alcune forme di tumore.

Hai letto: Olio di soia: consumarlo o evitarlo? Il parere della Nutrizionista
Alessandra Esposito
Biologa Nutrizionista laureata in Scienze Biologiche con 110 e lode presso l’Università degli studi di Pavia, ha frequentato il Master di Specializzazione in Nutrizione Umana e Alimentazione e il Master in Nutrizione Culinaria. Da Luglio 2013 svolge l’attività professionale presso lo studio di Vigevano e quello di Verona e organizza corsi di educazione alimentare. Ha collaborato con la Scuola Internazionale di Cucina Italiana ALMA, stila articoli di carattere scientifico-nutrizionale per magazine che si occupano di stile di vita sano, è la consulente nutrizionale del progetto VEGAE e la curatrice del blog d’informazione nutrizionale I Love Foods. www.nutrizionistaesposito.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here