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10 alimenti da evitare con i trigliceridi alti

Ultima modifica: 4 novembre 2017

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Trigliceridi alti 10 alimenti da evitare

Livelli molto alti di trigliceridi nel sangue si associano a un maggior rischio di sviluppare pancreatiti e patologie cardiovascolari, compromettendo la nostra salute e il nostro benessere. Stile di vita e alimentazione possono essere d’aiuto nella gestione di questa problematica, iniziando dalla limitazione di alcune tipologie di cibi. Vediamo 10 alimenti da evitare con i trigliceridi alti.

I trigliceridi sono molecole costituite da una molecola di glicerolo e tre molecole di acidi grassi, che all’interno del nostro corpo svolgono principalmente la funzione di riserva energetica.

Essi sono, infatti, i principali componenti del tessuto adiposo e si accumulano all’interno delle cellule che formano questo tessuto, gli adipociti. Oltre alla funzione di riserva energetica, i trigliceridi ci proteggono anche dalle basse temperature comportandosi da isolante termico e creando una sorta di “barriera protettiva”.

Per questi motivi la loro presenza all’interno del nostro corpo risulta vitale e livelli molto bassi di trigliceridi sono associati a diverse problematiche. Tuttavia, come ben sappiamo, è solitamente il livello alto di trigliceridi che desta preoccupazioni per la nostra salute. Innanzitutto cerchiamo di capire insieme come viene valutato il livello dei trigliceridi presente nel nostro corpo.

Per valutare il profilo lipidico di un paziente oggi giorno viene considerato di routine anche il valore dei trigliceridi presente nel sangue dopo un periodo di digiuno di almeno 12 ore e questo valore è valutato con una tecnica piuttosto semplice e precisa.

Un valore alto di trigliceridi è associato a un valore ridotto del colesterolo HDL e un valore aumentato di colesterolo LDL (il cosiddetto “colesterolo cattivo”). La correlazione tra elevate quantità di trigliceridi e l’insorgenza di malattie cardiovascolari non è considerato sicuro come la correlazione tra colesterolo LDL e patologie cardiovascolari, ma possiamo affermare con certezza che i trigliceridi alti sono una delle componenti della “sindrome metabolica”, un insieme di condizioni che aumentano il rischio di sviluppare patologie cerebro e cardio-vascolari e diabete.

Condizioni di ipertrigliceridemia severa, inoltre, aumentano la probabilità di sviluppare pancreatiti, infiammazioni improvvise e a volte molto gravi del pancreas.

I livelli di trigliceridi considerati “normali” sono minori di 150 mg/dl, ma il valore “limite” oltre il quale i trigliceridi iniziano a essere un vero e proprio fattore di rischio è sconosciuto e secondo alcuni autori potrebbe anche essere minore di 150 mg/dl.
In ogni caso le linee guida parlano di:

  • Trigliceridi borderline-alti quando il valore è compreso tra 150 e 199 mg/dl;
  • Trigliceridi alti quando il valore è compreso tra 200 e 499 (o tra 200 e 999, a seconda dei criteri utilizzati);
  • Ipertrigliceridemia severa quando il valore supera i 500 mg/dl (o i 1000 mg/dl).

Fattori che causano un aumento del valore di trigliceridi nel sangue sono: aumento del peso e obesità, scarsa attività fisica, elevato consumo di alcool, diabete, sindrome metabolica e alterazioni genetiche.

Allo stesso modo è ormai noto che l’alimentazione può incidere considerevolmente sull’insorgenza delle patologie cardiovascolari e che a volte piccoli o grandi cambiamenti nelle proprie abitudini alimentari possono risolvere problematiche molto rischiose.

Per capire nel dettaglio quali alimenti scegliere o evitare in caso di trigliceridi alti dobbiamo partire da una semplice premessa: i trigliceridi sono abbondantemente contenuti (costituiscono il 90-98%) nel grasso alimentare. In caso di situazioni compromesse dunque, gran parte della nostra attenzione deve essere legata alla scelta della quantità e soprattutto della qualità dei grassi.

Allo stesso tempo tuttavia, dobbiamo sapere che il metabolismo dei grassi e degli zuccheri sono strettamente legati e pertanto una dieta ricca di zuccheri o carboidrati semplici può rivelarsi ugualmente deleteria. Vediamo insieme 10 alimenti o gruppi alimentari che dovrebbero essere limitati o eliminati dalla nostra dieta in caso di trigliceridi alti.

10 alimenti da evitare con i trigliceridi alti

1 Fruttosio

È ormai noto con il fruttosio alimentare possa influenzare e aumentare i livelli di trigliceridi nel sangue. Questo effetto è considerato dose-dipendente e inizia a essere percettibile quando il fruttosio supera il 10% dell’intake calorico giornaliero.

In particolare è stato stimato che un consumo di fruttosio compreso tra il 15 e il 20% dell’intake calorico giornaliero si riflettesse in aumento dei trigliceridi ematici del 30 o 40%. Il fruttosio è certamente contenuto nella frutta, che tuttavia contiene anche un buon quantitativo di fibre, ma al tempo stesso viene sempre più spesso utilizzato come dolcificante, per sostituire lo zucchero comune.

Inoltre è bene ricordare e sottolineare che il saccarosio (lo zucchero comune, appunto) è in realtà costituito da una molecola di glucosio e una molecola di fruttosio. Pertanto è assolutamente fondamentale ridurre o eliminare (se possibile) il consumo di zucchero e fruttosio, soprattutto quando aggiunti ai cibi.

2 Alcol

Il consumo di alcol ha un impatto molto negativo sul livello dei nostri trigliceridi. In caso di già accertata ipertrigliceridemia, anche un piccolo quantitativo di alcol può aggravare la situazione; nel caso invece di livelli normali di trigliceridi la situazione peggiora solo quando il consumo di alcol supera le dosi massime consigliate dalle linee guida (10-30 g di alcol al giorno).

3 Farine bianche e raffinate

Come abbiamo accennato sopra, il metabolismo degli zuccheri è strettamente legato a quello dei grassi. Una dieta non equilibrata e ricca di carboidrati semplici e farine raffinate a elevato indice glicemico comporta un innalzamento dei trigliceridi ematici a causa del picco glicemico (e insulinemico) indotto dalla dieta.

4 Burro e lardo

Tra gli alimenti da evitare in caso di trigliceridi alti troviamo il burro e lardo, due prodotti di derivazione animale ricchi di grassi. Come abbiamo visto la maggior parte dei grassi che assumiamo con la dieta sono costituiti da trigliceridi e pertanto quando la situazione è già compromessa il consumo di questi alimenti deve essere moderato.

5 Bevande zuccherate e succhi di frutta

Anche le bevande zuccherate sono da evitare in caso di alti valori di trigliceridi. Questo perché, come abbiamo visto, gli zuccheri sono deleteri per due ragioni: alterano il metabolismo glucidico e contengono fruttosio. Le bevande zuccherate e i succhi di frutta, infatti, contengono quantità elevate di zucchero e, al tempo stesso, non contengono né fibre né altre componenti benefiche che permetterebbero di limitare l’aumento dei livelli di glucosio nel sangue.

6 Prodotti da forno contenenti “grassi vegetali”

Gli acidi grassi trans sono deleteri per la nostra salute cardiovascolare e per i nostri livelli di trigliceridi. In natura tuttavia la maggior parte degli acidi grassi si trova nella confromazione cis ed è prevalentemente la trasformazione artificiale operata dall’uomo che ne favorisce la trasformazione. Esempi di processi che portano alla creazione e all’accumulo di acidi grassi trans sono la raffinazione e l’idrogenazione degli oli vegetali. Pertanto, in caso di trigliceridi alti, sarebbero da evitare tutti quei prodotti confezionati contenenti questo tipo di oli vegetali.

7 Frattaglie animali, carni animali ricche di grassi e insaccati grassi

Seppur contenenti diverse sostanze nutritive utili per la nostra salute, le frattaglie come fegato, cuore, rognoni, reni e cervello sono ricche di grasso e, quindi, di trigliceridi, così come altri alimenti grassi di derivazione animale. In caso di alti valori di trigliceridi nel sangue quindi, è consigliabile ridurre o eliminare il consumo di questi alimenti.

8 Fritture

Un’altra categoria di alimenti da evitare con i trigliceridi alti sono le fritture. Durante la frittura infatti, gli oli vegetali sono esposti a temperature molto elevate, con conseguente trasformazione degli acidi grassi dalla conformazione “cis” alla conformazione “trans” che, come abbiamo visto, sono deleteri per la nostra salute.

9 Miele, marmellata e frutta candita

Anche in questo caso dobbiamo sottolineare che il consumo di questi prodotti ricchi di zucchero e a elevato indice glicemico può alterare il metabolismo glucidico causando picchi glicemici e innalzando la produzione di insulina. Conseguentemente anche il metabolismo lipidico viene alterato e la produzione di trigliceridi aumenta.

10 Dolci

Anche i dolci modificano inevitabilmente il profilo glucidico innalzando la glicemia nel sangue e stimolando la produzione di insulina da parte del pancreas. Nei dolci, infatti, i principali ingredienti sono: farine raffinate, zucchero o miele o sciroppi vari ed eventualmente frutta. Come abbiamo visto, questi alimenti risultano problematici nel caso di ipertrigliceridemia.

Conclusione

Indipendentemente dalla causa che provoca ipertrigliceridemia, il controllo dell’alimentazione e la modifica del proprio stile di vita sono fondamentali. Sono ormai numerose le evidenze che dimostrano come la riduzione del peso corporeo e l’aumento dell’attività fisica a moderata-alta intensità siano associati a una diminuzione dei livelli ematici di trigliceridi e abbassino pertanto il rischio di sviluppare pancreatiti o patologie cardiovascolari.

A tal proposito risulta quindi assolutamente fondamentale rivolgersi ai propri specialisti di fiducia: il medico per la prescrizione di eventuali rimedi naturali o terapia farmacologica, laddove ritenuta necessaria e il biologo nutrizionista, il dietologo o il dietista per avere consigli mirati e personalizzati riguardanti le modifiche del proprio stile alimentare.

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Stefania Cocolo
Biologa nutrizionista e amante dei cibi veri e naturali. Dopo la laurea, alcuni anni di esperienza lavorativa nell’ambito della formazione sanitaria e alcuni corsi di perfezionamento, si dedica dal 2015 esclusivamente all’ambito della nutrizione. Si divide tra attività di ambulatorio privato, corsi di formazione professionali riservati ad addetti mensa, corsi di divulgazione organizzati in collaborazione con diversi enti, aggiornamento professionale continuo e scrittura di brevi articoli informativi. Riceve presso diversi studi in provincia di Varese e principalmente a Gallarate. Tel: 340.5572519 - stefaniacocolo.wixsite.com/nutrizionista

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